Radon

Il Radon-222 è un gas nobile, inodore ed incolore, quindi non è percepibile dai nostri sensi. Viene prodotto naturalmente dal decadimento dell’Uranio-238 presente in quantità variabile nella crosta terrestre. Il suo isotopo più stabile è il Radon-222 che decade nel giro di pochi giorni, emettendo radiazioni ionizzanti di tipo alfa e formando i suoi cosiddetti “figli” o prodotti di decadimento, tra cui il Polonio-218 e il Polonio-214 che emettono anch’essi radiazioni alfa. La radioattività del Radon si misura in Becquerel (Bq), dove un Becquerel corrisponde alla trasformazione di un nucleo atomico al secondo. La concentrazione nell’aria si esprime in Bq/metro cubo, indicando così il numero di trasformazioni al secondo che avvengono in un metro cubo d’aria.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), attraverso l’International Agency for Research on Cancer (Iarc), ha classificato il radon appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano.

Effetti sulla salute

Il principale danno per la salute legato all’esposizione al Radon è un aumento statisticamente significativo del rischio di tumore polmonare. A livello mondiale, il Radon è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi ed è stato valutato che il 50% circa dell’esposizione media delle persone a radiazioni ionizzanti sia dovuta al Radon.

In realtà, il pericolo per la salute dell’uomo viene non tanto dal Radon in sé, ma dai suoi prodotti di decadimento che, essendo elettricamente carichi, si attaccano al particolato dell’aria e penetrano nel nostro organismo tramite le vie respiratorie. Quando questi elementi si attaccano alla superficie dei tessuti polmonari, continuano a decadere e a emettere particelle alfa che possono danneggiare in modo diretto o indiretto il Dna delle cellule. Se il danno non è riparato correttamente dagli appositi meccanismi cellulari, può evolversi dando origine a un processo cancerogeno.

Come si diffonde

All’aria aperta il Radon emesso dal suolo viene disperso nell’atmosfera. I livelli di Radon in ambienti chiusi (indoor), presentano livelli sempre più elevati di quelli rilevati all’esterno. Ciò deriva dal fatto che il Radon è circa otto volte più pesante dell’aria, e si può quindi accumulare all’interno di ambienti chiusi, guidato dalla differenza di pressione e/o di temperatura che si crea fra il suolo che circonda una struttura e l’interno della costruzione. Vi sono altri fattori che determinano la presenza di Radon in ambienti chiusi, quali le caratteristiche geologiche del suolo, le caratteristiche costruttive (permeabilità e delle solette e dei muri), materiali edilizi impiegati, numero di abitanti e abitudini di vita.

Importanza della misurazione

Il rischio aumenta al crescere della concentrazione di questo gas nell’aria interna dei locali di un’abitazione e del tempo di permanenza in tali locali. Per ottenere una valutazione significativa del livello di Radon medio cui si è esposti all’interno di un’abitazione è necessario tener conto che la concentrazione del radon varia, sia nell’arco della giornata (generalmente di notte si raggiungono livelli più alti che di giorno) sia stagionalmente (di norma in inverno si hanno concentrazioni maggiori che in estate). Pertanto, è importante che la misurazione si protragga per tempi lunghi, generalmente un anno.

LEGGE REGIONALE 3 novembre 2016, n. 30

“Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”, così come modificata dall’art. 25 dalla Legge Regionale 36/2017 del 09/08/2017 (BURP n. 96 del 11/08/2017), prescrive la misura di radon per tutti i luoghi accessibili al pubblico, indipendentemente dalla loro localizzazione, su tutto il territorio regionale.

Per gli edifici strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva.


Per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli sopra specificati, e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva.
Sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra con superficie non superiore a 20 mq, salvo che in virtù di collegamento strutturale con altri locali non derivi il superamento del limite dimensionale previsto per l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione.
La misura è effettuata con strumentazione passiva tramite rivelatori a tracce nucleari del tipo CR-39 pronti all’uso: sarà necessario unicamente estrarre i dispositivi dal plico di spedizione e posizionarli ad una altezza compresa fra circa 1 e 3 metri, in un’area lontana dalle fonti di calore e di ricambio d’aria. La misura verrà determinata come valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri primaverile-estivo e autunnale-invernale.

Al termine delle attività di misura sarà nostra cura predisporre la comunicazione da trasmettere entro un mese dalla conclusione del rilevamento al comune interessato e ad ARPA Puglia. In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge regionale, il comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.

Scarica il testo della Legge Regionale 30/2016

Scarica l’aggiornamento della Legge Regionale 30/2016

Scarica Linee Guida Arpa Puglia

Scarica il testo della Legge Regionale 13/2019

Legge regionale 8 Luglio 2019 n.13

Riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas Radon in ambiente confinato

Gli esercenti di attività aperte al Pubblico, devono provvedere, entro e non oltre il 16 ottobre 2019, ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgersi su base annuale.

La Legge Regionale 8 Luglio 2019 n.13 ““Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato” prescrive la misura di Radon, su tutto il territorio regionale, per tutti i luoghi accessibili al pubblico e per gli edifici strategici tra cui quelli destinati all’istruzione.

Per gli edifici strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva.

Per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli sopra specificati, e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva.
La misura è effettuata con strumentazione passiva tramite rivelatori a tracce nucleari del tipo CR-39 pronti all’uso: sarà necessario unicamente estrarre i dispositivi dal plico di spedizione e posizionarli ad una altezza compresa fra circa 1 e 3 metri, in un’area lontana dalle fonti di calore e di ricambio d’aria. La misura verrà determinata come valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri primaverile-estivo e autunnale-invernale.

​In caso di mancata trasmissione delle misurazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge regionale, il comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.