Normativa

Il problema dell’esposizione al Radon è stato recentemente rivalutato dopo nuovi studi epidemiologici dai principali Organismi Internazionali - IAEA (International Atomic Energy Agency), WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), ICRP (International Commission for Radiological Protection) – riducendo i livelli di riferimento al fine di limitare l’esposizione al Radon sia nelle abitazioni che nei luoghi di lavoro.

Sulla base di tali recenti raccomandazioni, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la Direttiva 2013/59/EURATOM, che gli Stati membri dovranno recepire entro il 2018. Nella Direttiva viene stabilito che i livelli di riferimento devono essere inferiori a 300 Bq/m3 per i luoghi di lavoro e per le abitazioni, mentre per gli edifici di futura costruzione il livello scende a 200 Bq/m3.

Infine, ma non meno importante, viene introdotto l’obbligo di predisporre ed aggiornare un Piano Nazionale Radon (PNR) da inviare periodicamente alla CE.

Attualmente nel nostro Paese per quel che riguarda le concentrazioni di Radon indoor negli ambienti lavorativi, la norma di riferimento è il Decreto Legislativo n. 241/00, che ha recepito la Direttiva 96/29/Euratom.

Il Decreto stabilisce che, se la concentrazione media annua di Radon nei luoghi di lavoro supera il livello di azione di 500 Bq/m3, il datore di lavoro deve mettere in atto azioni di rimedio per ridurre tale valore con opportuni interventi. Successivamente dovrà anche procedere a verificare l’efficacia dell’intervento con una nuova misura, sempre della durata di un anno, entro 3 anni dalla prima misura. Le azioni di rimedio non sono obbligatorie nel caso che il datore di lavoro dimostri che non viene superata la dose di 3 mSv/anno ai lavoratori (da valutarsi tenendo conto del tempo di permanenza nell’ambiente di lavoro).

Nelle scuole invece, se la concentrazione di Radon supera 500 Bq/m3, non è prevista la valutazione della dose, ed è necessario procedere alla riduzione della concentrazione.

Nel caso invece che la concentrazione di Radon superi il livello di riferimento di 400 Bq/m3, sarà necessario ripetere la misura nell’anno successivo al fine di tenere conto della variabilità annua e dell’incertezza sul risultato della misura.

Per tutti i casi, le modalità di esecuzione delle misure previste dalla normativa sono descritte nel documento “Linee guida per le misure di concentrazione di radon in aria nei luoghi di lavoro sotterranei”, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, a cura del Coordinamento delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, Versione definitiva approvata il 6 febbraio 2003.

E’ importante ricordare che per tutte le azioni di rimedio e le valutazioni di dose, la normativa attuale prevede che il datore di lavoro si avvalga della figura professionale dell’ esperto qualificato.

Infine, facciamo presente che nella Regione Puglia l’esposizione al Radon è disciplinata oltre che dal già citato D.Lgs 241/00, anche dalla recente Legge Regionale n.30 del 3/11/16 - “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”, che si applica sia alle abitazioni che ai luoghi di lavoro (BUR Puglia - n. 126 del 4-11-2016,  modificata dall'art. 25 dalla Legge Regionale 36/2017 del 09/08/2017 BURP n. 96 del 11/08/2017).